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In passato, Gambellara è sempre stata un comune diviso in due: metà veronese e metà vicentino. La riunificazione avvenne solo nel 1858. Infatti, prima appartenne ai Vescovi di Vicenza, poi nel 1200 passò sotto il feroce dominio di Ezzelino da Romano e nel 1300 subentrarono gli Scaligeri, Signori di Verona che reclamavano il territorio di Gambellara. Neanche Gian Galeazzo Visconti, Duca di Milano, riuscì a dirimere la controversia su chi fosse il legittimo proprietario di queste terre.
Il territorio che circonda la sede della Casa Vinicola Zonin ha una storia vinicola antichissima. Incrostazioni di vinaccioli sono stati trovati in una villa romana della fine del I° secolo d.c., ma la stessa etimologia di Gambellara potrebbe far risalire il legame tra questa zona e il vino fino ai tempi dei Greci: nella radice di Gambellara compare l’ampèlos, che significa “vite” nel greco antico.
Queste colline sono state caratterizzate da un’economia prevalentemente agricola di cui la viticoltura rappresentava un’attività dominante, anche quando qui pascolavano ovini, tra cui il tipico capretto bianco di Gambellara.
Nel 300, appare in un’opera di Pier de Crescenzi il primo riferimento letterario alla Garganega, l’uva a bacca bianca che da sempre è presente nelle terre delle colline di origine vulcanica di Gambellara.
Con una metafora i vini di Gambellara sono stati paragonati ai Re Magi: tre e pieni di doni. Sono il Gambellara Doc e Classico, il Recioto di Gambellara DOCG e il Vin Santo.